Problemi allattamento: qualche consiglio

Dopo aver trascorso nove mesi a combattere con nausee gravidiche, gestosi, senso di pesantezza e quant’altro, arriva finalmente il momento in cui incontri per la prima volta il tuo bambino.

Dopo questo appuntamento a dir poco magico, è la volta di nutrire il tuo piccolo, dando il via all’altrettanto magica esperienza dell’allattamento. Un momento di complicità unico fra madre e figlio, di tenerezza e amore, che non sempre però è così naturale e istintivo come si crede e si spera che sia.

Il piccolo può infatti non attaccarsi, attaccarsi male e provocare dolore, rifiutare uno dei due seni per chissà quale assurdo motivo, addormentarsi dopo poche ciucciate tanto da farti venire 1000 paranoie su una sua presunta malnutrizione. Insomma, gli ostacoli a quello che dovrebbe essere un momento meraviglioso sono parecchi e, senza il giusto supporto, possono realmente mettere in pericolo la produzione di latte materno.

Di seguito, elenco alcuni fra i più grandi nemici dell’allattamento, con le relative possibili soluzioni.

  • Paura di non avere il latte.

Si tratta di una fra le fobie più comuni alle neomamme, complici in primis i consigli non richiesti di amici e parenti, per l’occasione neonatologi di esperienza comprovata. “Piange al seno? Non è che non hai latte?” La risposta a queste domande non richieste è un bel “No! Il latte ce l’ho!” E questo perché il latte si genera proprio grazie alla suzione del piccolo, proprio per rispondere alle sue esigenze di appetito. Nel primo mese, la produzione di latte può essere sovrabbondante, per questo potreste addirittura macchiare i vestiti, Una situazione comune, che avviene perché l’offerta supera la domanda; c’è solo bisogno di un po’ di tempo perché i seni siano ben calibrati e si crei così un perfetto equilibrio fra richiesta del piccolo e produzione del latte. Conseguenza della paura di non avere latte è un altro nemico delle neomamme:

  • La doppia pesata

Si tratta della scelta – sbagliatissima – di pesare il piccolo prima e dopo la poppata, per verificare quanto latte ha bevuto. E’ una scelta decisamente errata, che genera esclusivamente ansia. I piccoli, infatti, non assumono ad ogni poppata lo stesso quantitativo di latte: dipende da quanto sono affamati, dal sonno o altri fattori. Per verificare se il piccolo è ben idratato, si può effettuare la cosiddetta “prova pannolino”: i piccoli devono infatti bagnare circa 6 pannolini con la pipì e fare la pupù (questo quando sono neonati, ovvero nei primi 30/40 giorni di vita) almeno due volte al giorno (salvo situazioni eccezionali o nel caso di stitichezza della mamma). E’ bene utilizzare la bilancia una volta a settimana, per assicurarsi che ci sia una crescita.

  • L’aggiunta

Fra i tanti consigli errati e indesiderati, capiterà certamente di sentirvi chiedere “Ma è magrolino. Perché non gli dai l’aggiunta?” Rispondiamo al quesito con un’altra domanda: “Se hai il latte che si produce con la suzione del piccolo, perché mai devi dare il latte artificiale? Non è meglio, se credi che cresca poco, attaccarlo più spesso al seno?”. Anche nel caso in cui il bimbo ha difficoltà ad attaccarsi al seno, se proprio sei costretta a dare il biberon, usa il tiralatte e offri il biberon con il tuo latte.

  • Seno ogni tre ore, altrimenti si vizia

Il seno non è un capriccio, è tutto ciò che di dolce, nutriente e consolatorio c’è a disposizione del tuo piccolo. Considerato quanto abbiamo scritto prima – e cioè che il piccolo assume sempre quantità diverse di latte in base al momento in cui si attacca – non si può allattare ad ora. L’allattamento va effettuato a richiesta. Il latte materno, differentemente dall’artificiale, non ha limiti: il piccolo può bere quanto e quando vuole.

A tutte le neomamme che non vivono una situazione di “allattamento sereno”, consiglio vivamente di rivolgersi alle consulenti dalla Leche League. Potete contattarle tramite il sito o telefonicamente. Se avete difficoltà, non demordete! La vostra fatica verrà senza dubbio ripagata.

 

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